E'una danza che rappresenta la  copertura  di alcuni
                  tetti delle case isolane,fatte fino a qualche  tempo
                  fa, soprattutto a  Buonopane, con la  caratteristica
                  cupola  detta  "carusiello" che richiama  in qualche
                  modo l'architettura araba.Il proprietario,al mattino
                  presto, dopo aver preparato  un impasto di lapillo e
                  calce, legava  una  bandiera  ad  un lungo  palo  di 
castagno affinchè fosse visibile  ad una buona distanza. Essa  serviva
ad  annunciare l'evento ed  a chiamare a raccolta  i  giovani  robusti
perchè,  gratuitamente, collaborassero. Era  una  festa
per tutto il paese: i contadini, riposte  le  zappe  ed 
abbandonati   i   campi,  accorrevano   a  portare   il 
contributo di braccia abituate  a duri lavori. All'alba 
giungevano anche i battitori o  "puntunari", recando in
spalla il proprio bastone,  con  esso  veniva  pressato 
a   furia   di   colpi ritmati e  violenti  il  lapillo 
spruzzato ininterrottamente con succo di calce. Era per
i battitori una  fatica enorme, un carosello incessante
attorno alla cupola;i vari movimenti  erano scanditi da
clarini e tamburi e significava  essere presi nel vortice di una danza
frenetica che bisognava portare a termine: in  essa i lavoranti davano
                   orgogliosamente prova di abilità e forza. Una breve
                   pausa  per  mangiare  qualche  zeppola e tracannare 
                   vino, poi  si riprendeva  il lavoro  che continuava 
                   senza  interruzione,  altrimenti  il  risultato  di
                   tanta  fatica  non  sarebbe stato perfetto. A sera,
                   finalmente, tutti  a  tavola:  coniglio, zeppole  e 
                   vino  a  torrenti,  uniti  a lazzi, canti  e balli. 
 
Ancora oggi il folkloristico gruppo di Buonopane "A 'ndrezzata" ripro-
pone il rito  della  costruzione della  cupola  con  un  ritmo  sempre 
crescente  che ipnotizza  gli spettatori  e li coinvolge emotivamente.
I  battitori  cantano la  vecchia  canzone  ischitana  che  riportiamo 
integralmente:
 
Site lo bemmenuto ca veniste, eeeee.....
Cielo che bella grazia me portaste, eeeee.....
Sto core iera scuro e me l'allegraste, eeeee..... 
Salute a la fenestra e a la patrona, eeeee.....
Salute a chillo masto che ha fravecato, eeeee.....
Ca' ll'hai sole ca non vo' calare, eeeee.....
S'è puoste 'mpierno pa ma fa' murire, eeeee.....
Curre patrone e porta 'u buttiglione, eeeee.....
Portame a beve ca me moro 'e lanze  
U'Puntone è a' vattut' e ll'astec
Il Pontone è la battuta del tetto
Siete  il benvenuto che siete venuto
Cielo che bella grazia che mi portaste
Questo cuore era scuro e me l'avete allegrato
Salute alla finestra e alla padrona
Salute a  quel mastro che l'ha fabbricato
Che là hai sole che non vuole calare
Si è posto in mente di farmi morire
Corri padrone e porta un bottiglione
Portami  da bere che muoio di sete
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